Farfalle

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Farfalle

— Lettura lampo

Genere: Poesia

Aria.
Eravamo soli in questa valle.
Aria.
Sentivamo corde tristi
percosse in pianoforti.

Nel giorno del giudizio
si sgretolò la calce
sotto i nostri piedi nudi
freddi al giorno tardo.

“Quant’è triste la vacuità del cosmo?”
Mi chiedesti questo
in foreste fumose
con straripanti fiumi e incenso morto.

Ci confessammo la nostra carne
marcescente, tristemente scarna
e sola, mentre l’età dei giorni
tramontava con i soli d’agosto
così noi con loro.

“Che terrore mi fa la gente”
osasti dire…
E mangiavi mele rosse
in un frutteto cupo, umido.

Portavamo sulle spalle
il peso di essere lì,
nella contingenza spietata
con tribù che odiavano vederci.

Ma nel tramonto di una sera…
piangendo a dirotto
per l’ennesima ferita inflitta dal mondo
mi guardavi nuovo, occhi topazio.

“Ho paura di essere libero.
Tutto ciò non ha significato
mio compagno di vita,
ma se così dev’essere
lo creeremo assieme,
vivremo un solo giorno.”

Con il tuo volto martoriato
dal sale di lacrime fitte
ci toccammo le fronti bianche,
vittoriosi
per aver trovato la chiave del mondo
e scossi
dal suo titanico peso.

Le guance rosse salate
e il tuo lieve sorriso sconfitto
parlavano per te.
Così il tuo labbro febbricitante
sospirò dolce al mio orecchio
“Ho voglia di morire”

E dalle nostre candide spalle
spuntarono
ali di farfalla.

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